Autoconoscenza e Meditazione


Quando si leggono titoli come questo viene subito in mente qualche roba strana, mistica, religiosa, fatta di credenze, dogmi e pratiche noiose, preghiere, dèi, regole morali ed etiche da seguire etc. Una roba noiosa, inutile soprattutto per chi ha problemi da risolvere, per chi è emotivamente sofferente per vai motivi, fatta per creduloni un po' ingenui disposti a credere a frasi e aforismi, e disposti ad auto convincersi di potere stare meglio stando seduti cantando un mantra, mentre ci hanno insegnato che problemi si risolvono "rimboccandosi le maniche", seguendo corsi di "autostima" per migliorare il proprio umore, per darsi la forza per avere successo ed essere positivi nella vita. Se sei positivo ti arriveranno cose positive, per cui si da retta a quanti ti suggeriscono di "sovraimporre" al tuo malessere una serie di slogan, frasi, esercizi di auto convincimento, che ti danno la carica come il caffè la mattina per poter andare forti, rigidi e duri, a testa alta a risolvere i problemi e non lasciarsi intimorire e vedere sempre il lato positivo in attesa del successo, che arriverà sotto forma generalmente materiale ma in ogni caso arriverà, insieme alla felicità che ne deriva.
Chi si riconosce in questa descrizione dovrebbe però provare a comprendere che non si migliora ciò che non si conosce. Per migliorare qualcosa, ottimizzarla, farla funzionare meglio, renderla più efficiente, la devo conoscere, devo conoscere le sue reazioni, devo conoscere i principi base del suo funzionamento. Poi dovrò capire in quale senso e in quale verso la voglio migliorare e ottimizzare. Solo così potrò progettare e quindi agire per questo miglioramento.

L'autoconoscimento è questo. Non un dogma religioso o un insieme di filosofie astratte. E' la cosa più pratica che ci sia. Per migliorare me stesso, per stare bene, per essere positivo e felice devo innanzitutto capire e conoscere questo sistema, carpirne i segreti e la base di funzionamento, devo sperimentare le sue capacità e reazioni. Devo fare uno studio approfondito e pratico di questo sistema. Il problema è che non posso affidarmi ad altri se non per qualche consiglio. Non posso leggere in un libro come funziona il mio personale e intimo sistema. Posso trovare delle regole generali che mi diano degli spunti ma lo studio sul mio sistema è personale, intimo. Deve essere di prima mano. Si passa così a studiare le proprie sensazioni e i propri comportamenti, si cerca di risalire all'origine di ogni manifestazione emotiva e psicologica. Si deve scavare e rendere consci una gran parte di processi che avvengono inconsciamente. Si va a trovare l'origine della sofferenza che si ha e di tutte le altre sofferenze e paure. Si deve sezionare persino il significato della parola sofferenza, della parola paura, si deve distinguere la sensazione dal concetto, e quella sensazione si deve a sua volta sezionare analizzare minuziosamente, si deve re imparare a vedere la realtà per quello che è e consapevolizzare che molto spesso si vive in un mondo concettuale di finzione, persino con se stessi,soprattutto con se stessi, di interpretazione concettuale di sensazioni, di pensieri fissi e ossessivi che si attaccano come parassiti e velano e inquinano ogni sensazione. Si deve osservare tutto, meticolosamente, persino cosa cambia si mangio la pasta o si beve un bicchiere di vino. Come cambia l'umore e la percezione e interpretazione delle proprie sensazioni a seconda se c'è il sole o di notte, se si è stanchi o al mattino. In pratica uno studio sistematico di se stessi e di tutto ciò che avviene all'interno di se stessi andando fino al "linguaggio macchina" del sistema e scoprirne i più intimi segreti. Molti di noi usano il computer abitualmente e ormai sanno cosa fare se il computer non risponde esattamente come dovrebbe, se è lento, se qualche virus o malaware ne modifica e compromette il normale funzionamento. Sappiamo controllarlo, osservarlo, pulirlo, ripristinarlo. Ma nulla sappiamo fare se il nostro sistema entra in un loop di sensazioni e pensieri che ne compromette il funzionamento. Se il nostro umore varia senza il nostro controllo. Se le nostre emozioni sono contrastanti e confuse. Se non riusciamo ad agire come vorremmo. Tutto questo causa la sofferenza ed è causato dalla sofferenza. Ma lo troviamo "normale". Persino giusto. Persino auspicabile: che vita faccio se non soffro? Quanto spessore ha la mia vita se non soffro per qualcosa? "Il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi", per cui se sono serioso e se soffro, se come nei film, mi autocommisero sul seggiolone di un bar con un bicchiere in mano sono più figo e profondo, magari attraggo anche di più le donne........l'uomo sofferente, duro, profondo...vissuto...Per cui spesso non c'è nemmeno l'idea di cercare una soluzione alla propria sofferenza. Anzi la si coltiva, la si annaffia e la si vede crescere. Diventa abitudine e cosa giusta, una reazione normale a un problema della vita. Ma non è affatto così. Tutti di fondo cerchiamo la felicità e il benessere anche se spesso non ne siamo nemmeno consapevoli. E si arriva, nella totale confusione, ad accettare la propria sofferenza perché inconsciamente può renderci felici. Quanti invece vogliono risolvere i problemi e eliminare la sofferenza emotiva e psichica che condiziona la vita devono necessariamente passare per l'auto conoscimento. Gli esercizi meditativi sono uno strumento per auto conoscersi. Sono un insieme di strumenti/consigli dei quali possiamo servirci per migliorare lo studio di noi stessi. Anche la meditazione è pratica. Cantare mantra o seguire il respiro sono espedienti per far si che lo studio di noi stessi non resti sul concettuale e sul verbale ma diventi ascolto puro. Come un meccanico che per capire il funzionamento del motore ne ascolta minuziosamente il rumore. Imparare a concentrarsi e a studiare se stessi fino in fondo può essere difficile a chi non è abituato e gli esercizi meditativi possono essere di grande aiuto. Ma l'auto conoscimento è in realtà libero e senza regole. Iniziate come volete, come siete portati a fare naturalmente. Se lo farete con sincerità e con reale spirito di auto guarigione e amore nei confronti di voi stessi, arriverete comunque alla meditazione come processo inevitabile e naturale.

(Monàs)