Il Testimone


Il testimone esiste e non esiste. La realtà non soddisfa i nostri umani canoni di logica. Ma quel "testimone" non è separato da ciò che testimonia. Non è una cosa che puoi approcciare logicamente ma solo esperienzialmente. Per questo Brahman è sat-cit-ananda. Sat è "puro essere, pura esistenza". 
Cit è traducibile con coscienza (cioè capacità di testimoniare). Ananda è traducibile con beatitudine. 
Cioè Brahman è essere/coscienza/"autosoddisfacente" (cioè non dipendendente da nulla, quindi completo, quindi beato ovvero senza "mancanze"). 
Quindi si potrebbe dire che ciò che c'è (questa cosa indefinibile che per comodità di comunicazione possiamo chiamare brahman traducibile con assoluto, tutto etc) si " caratterizza" solo per il fatto di esistere e autoconoscersi. Per autoconoscersi non si deve però intendere la umana conoscenza ovvero una coscienza fatta di parole/pensieri/logica. Ma ciò che c'è è cosciente di esserci, cosciente significa in maniera diretta pura senza intermediazioni dialettiche e questo si potrà "capire" solo quando in meditazione o grazie o a causa di esperienze mistiche si "entra" in quel silenzio dove senza parole e pensieri si "sa" di esistere. Non è spiegabile non è riproducibile, non è comunicabile cosi come non si potrà mai spiegare un colore a un cieco che "capirà" il colore mai grazie alle descrizioni verbali ma solo quando gli "capiterà" di vederlo cioè di farne esperienza. Quella esperienza si chiama Samadhi.


(Monàs)