Self-inquiry

Conoscere se stessi è immergersi in se stessi. Potete chiamarla meditazione, "self-inquiry" o come vi pare. Guardare i meccanismi che accadono mentre accadono. Osservare come i pensieri creano le emozioni dalle sensazioni, guardare come le sensazioni si trasformano in pensieri, vedere il sogno che prende vita dalla pura percezione, il perdersi in questo sogno e il riemergere alla realtà. Qui troverete le risposte a "cosa è la sofferenza", "cosa è l'amore", "cosa sono io", "cosa è la realtà" etc.
Non esiste altro modo!
Il fatto è che stare seduto dentro di sè per qualcuno può essere noioso o scomodo. Stando seduti dentro di se si può imparare ad ascoltare il piacere intenso e sempre presente di fondo che può essere un "miele" che ci attira per spingerci a restare seduti ma non fermatevi al miele. Il piacere non è la meta. La meta, se esiste, è sempre la verità. Il piacere della meditazione è un incentivo ma ciò che conta è l'osservazione di ciò che accade al di là di ciò che possiamo descrivere con le parole. Non usate le parole per descrivere ciò che accade perchè se lo fate state focalizzando la vostra attenzione a un pensiero e iniziate a crederlo vero. La mente comunque descriverà ciò che accade con giudizi e concetti. Ma dovete trovare la chiave e comprendere che voi siete sempre oltre quei pensieri. Non dovete fermarli ma comprendere e realizzare che siete oltre quei pensieri e lasciarli andare e venire. Non cercate determinate sensazioni o di provare stati di coscienza diversi. sono tutte distrazioni della mente. Siete oltre quella mente che vuol farvi fare questo o quello, lasciatela fare e non lasciatevi ingannare. Continuate a osservare cosa succede, come la fitta rete di sensazioni infinite prende vita e crea voi e il vostro mondo e i vostri pensieri e concetti, scoprite ogni meccanismo. Non c'è altra via. (Monàs)