Io sono la Coscienza Universale


La curiosità e il senso di meraviglia di fronte alla magia dell'universo che si manifesta intorno a me e in me, che ha caratterizzato la mia infanzia, non mi ha mai abbandonato neanche da adulto. Sin da quando ero molto piccolo tantissime domande sorgevano in me: Perché?, Che cosa è?, Cosa c'è dentro?, Come funziona?. Volevo conoscere l'origine del cosmo, la natura delle stelle, della luna, del sole, di tutte le cose e mi chiedevo cosa fossi io e il sentire stesso. Scoprii che cercando di spiegarmi l'universo e la sua intima natura osservando le cose attentamente, divenivo tutt'uno con esse ed entravo in un particolare silenzio vibrante nel quale riuscivo a spiegarmi ogni cosa senza parole e nel quale ero una presenza vigile, attenta, impassibile che osservava tutto, anche me stesso e quella piacevole presenza vibrante era in tutte le cose, era tutte le cose. Ho cercato per tutta la vita il significato dell'esistenza stessa e ho continuato a pormi la domanda: Ma che cosa diavolo è tutto questo? con la stessa genuina curiosità di un bambino. Quando ero poco più che adolescente un mio buon amico mi prestò un libro che cambiò la mia vita. Il titolo era "Il Tao della Fisica" di Fritjof Capra in cui l'autore partendo da un approccio scientifico, che era comunque il mio e l'unico che conoscevo essere valido, confronta le moderne teorie scientifiche sulla descrizione dell'universo con le principali religioni orientali. Si aprì così un mondo che era stato solo momentaneamente e solo in parte dimenticato. Quando lessi di meditazione, Zen, Satori etc. riconobbi tutto come un dejavù. Sapevo già, in un modo o nell'altro, quelle cose e le capivo bene e subito come se le avessi sempre sapute. Il famoso Koan zen "Se un albero cade nella foresta, fa rumore lo stesso se non c'è nessuno presente?" mi fece tornare alla memoria le mie contemplazioni e le domande a cui cercavo risposta molti anni prima. Iniziai a leggere avidamente libri di ogni religione orientale. Iniziai con il Buddismo e in particolare Buddhismo Zen che trovavo e trovo strepitoso e familiare per il modo in cui rifiuta qualunque tipo di approccio verbale e mentale alle domande fondamentali sul significato dell'esistenza. Ho letto dei vari e più conosciuti maestri e Guru e ho iniziato a sedere e a praticare senza la guida di nessuno se non del mio guru interiore. Sono così consapevolmente diventato un ricercatore spirituale che ambiva all'illuminazione. Sono passati più di 15 anni di ricerca nei quali piccole o grandi esperienze spirituali sono accadute. Anni in cui ho lottato per mantenere il silenzio della mente o cercando di non avere un comportamento piuttosto che un altro. Le varie dottrine danno una certa idea fissa di cosa sia l'illuminazione e la mia ricerca è diventata nei confronti di questa particolare condizione, cercando di far quadrare la conoscenza che già era dentro di me e che saliva a galla dalla mia infanzia, tutto ciò che avevo appreso e sperimentato successivamente nella mia ricerca da adulto, con i concetti di liberazione, Nirvana, risveglio o comunque si voglia chiamare. Alcune esperienze in particolare hanno segnato la mia ricerca. Un giorno accadde che parlando con una persona proprio delle dottrine che affermano che l'io è illusorio, mentre dicevo con enfasi che in realtà mi stavo muovendo, gesticolando e parlando, in teoria, senza controllo, accadde un distacco improvviso: c'era davvero qualcosa, che stava guardando questo burattino che si muoveva fingendo coscienza e conoscenza. Il burattino non ero io. Il burattino mi apparve improvvisamente realmente automatico. Io, qualunque cosa fossi, non ero quella cosa che si muoveva e parlava ma quella che osservava distaccata ma divertita. Non c'era nessuno che stava decidendo la sequenza delle mie parole, la perfetta grammatica o sintassi usata né la gestualità delle mani e del mio corpo. Stava accadendo proprio spontaneamente e senza alcun controllo! Questa improvvisa realizzazione suscitò una gioia e uno stupore notevoli. Scoppiai a ridere nel vedere quello che accadeva e mentre descrivevo cosa stava succedendo potevo vedere l'automatismo del comportamento di quello che ritenevo essere io, potevo vedere chiaramente l'illusione di quello che normalmente ritiene essere il padrone di casa. Questa esperienza cambiò tutto. Una delle domande a cui cercavo di dare una risposta: Chi decide? ora ne aveva avuto una: non ero io a decidere le cose eppure c'era una decisione che si attuava ed esprimeva attraverso me. Un koan si era risolto ed era svanito in un istante lasciando un meraviglioso senso di libertà. Il mio modo di approcciarmi alla vita, alle scelte, ai doveri, ai piaceri era definitivamente cambiato anche se restava il desiderio di possedere questa realizzazione. Tutto ciò che avevo letto dei maestri illuminati mi diceva che mancava qualcosa, uno stato determinato e definitivo di essere, privo di attriti e sofferenze, uno stato che però non potevo sforzarmi di raggiungere dopo aver realizzato che non c'è nessuno qui che agisce indipendentemente. Ho più volte cercato qualche guru vivente da cui poter andare a togliere i miei dubbi ma, ogni volta che ci pensavo seriamente, mi rendevo conto che non avrei avuto nessuna vera domanda da fargli. Le risposte verbali le conoscevo anche io e non mi sarebbe servito sentirmi ripetere ciò che già sapevo. Avrei dovuto risolvere da solo, o meglio avrei solo potuto aspettare che la cosa si risolvesse da sé. Tolsi tutti i libri dal mio comodino, smisi di cercare di controllare i miei pensieri e non sedetti più in meditazione. Se non c'era nessuno qui dentro non avrei potuto fare nulla in ogni caso, tanto valeva vivere, fare esperienze e lasciarsi trasportare dagli eventi. Altri cambiamenti radicali avvennero in maniera decisa e repentina. Passai diversi anni sempre in giro, viaggiando e facendo ogni esperienza che mi si presentava, ma le mie curiosità innate erano sempre latenti e quando gli eventi della vita mi portarono ad una nuova stabilità la mia ricerca tornò con forza a galla e ripresi a sedere e a studiare, ma non era come prima. Altre realizzazioni sono accadute e man mano le mie emozioni sono diventate più intense. Mi bastava guardare una montagna o il mare per piangere non di tristezza ma smarrito, abbagliato dall'assoluta bellezza. Ho passato giorni in cui ondate di benessere percorrevano tutto il mio corpo. Non solo nella meditazione, se mi fermavo un istante ad ascoltare il mio cuore lo trovavo sempre colmo di gioia, una gioia incontenibile al limite dell'esplosione. A volte il mondo intorno a me appariva così strano, alieno. Guardiamo sempre tutto distrattamente ma adesso io guardavo tutto attentamente, profondamente e tutto assumeva una luce nuova, il mondo era più brillante, colorato. Passeggiando nei boschi ero spesso meravigliato dalla stranezza del paesaggio e dai colori come se non li avessi mai visti prima: il cielo così azzurro e il prato così verde mi apparivano non più scontati e banali, era come fossi su un altro pianeta e vedessi un paesaggio non conosciuto con forme e tinte mai viste. Sempre più spesso guardando un albero ondeggiare nel vento percepivo quell'ondeggiare accadere in me, provocandomi senso di movimento e vertigine, o sentendo un rumore mi sembrava provenire da dentro di me. Tutto questo accade ancora. La verità del Tat Tvam Asi si è radicata in me. Il suono e la vibrazione dell'Om, la sillaba primordiale, è diventato un sottofondo costante, fonte di pace, così come la gioia incontenibile nel mio cuore che è sempre presente. Non ho più nulla da cercare. Adesso so che non c'è mai stato nessuno qui che abbia mai cercato nulla! Questo non significa che io sia una persona migliore di quanto fossi prima o di qualunque altro individuo: non c'è nulla da migliorare, nulla da ottenere, non c'è nessun io-personaimperfetto e distaccato dalla realtà infinita e perfetta. Sono ciò che sono e non devo né posso essere in alcun altro modo. Non sono moralmente ligio, anzi non ho affatto una morale, che non significa che io sia immorale ma che non ho bisogno di seguire regole imposte da alcuna dottrina e religione o da alcuna società anche se conosco e capisco le regole della società in cui vivo. Non sono senza difetti o una persona calma che non si arrabbia mai e che ride sempre, né un un santo seduto in contemplazione e in eterna beatitudine: io sono la Coscienza Universale (Aham Brahmasmi).

(Monàs)